News Feed a Perugia, Jeff Jarvis sulle Fake News

A Perugia ci sono tanti giornalisti. Ce ne sono alcuni che, mentre dicono che si dovrebbe fare bene, delineando strategie e “comandamenti”, fanno l’esatto contrario di quel che dicono sulle loro testate. Purtroppo è un’evidenza talmente palese che dirlo è come dire che il re è nudo. Ma ci sono anche tanti giornalisti che hanno le idee chiare e praticano esattamente quel che dicono.

Jeff Jarvis è uno di questi.

Lo abbiamo incontrato al volo all’Hotel Brufani e ci ha concesso qualche minuto per una breve intervista.

Sul tema delle fake news, ha le idee molto chiare.

È vero che c’è un preciso modello di business di chi, sulle bufale, costruisce siti che sono vere e proprie macchine da soldi. Ma è altrettanto vero che le bufale, le notizie non verificate e, soprattutto, il giornalismo non accurato, sono sempre esistiti. Ed è dai valori del buon giornalismo che bisogna ripartire per tornare ad assicurarsi la fiducia dei lettori, per creare un ecosistema in cui le “vere fake news” non trovano un terreno fertile.

Abbiamo una grossa responsabilità, che condividiamo con tutti coloro che si occupano di informazione, di contenuti, di comunicazione in generale, non solo di giornalismo. Abbiamo la responsabilità di maneggiare i nostri contenuti con cautela. Dobbiamo rispettare le persone che li leggono, li guardano, li ascoltano. Dobbiamo smettere di dare la colpa ai nostri lettori, ai nostri spettatori. E dobbiamo restituire valore al giornalismo e all’informazione.

News Feed parla anche di questo, esattamente così. C’è la pars destruens, che è necessaria ma non sufficiente. E poi c’è la pars construens, della quale non si può proprio più fare a meno.

A Perugia abbiamo iniziato le riprese preliminari del film documentario che racconta la sfida dello slow journalism come modello alternativo al sovraccarico informativo che ci sovrasta.

 


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